I migliori droni del 2022

Confronta i migliori droni del 2022 e leggi la nostra guida all'acquisto.

DJI Mavic 3

Il migliore

Amazon
Photospecialist
MondoTop
Cinesud
Aed Gaming
Eliche4
TipologiaCon patentino
Autonomia di volo45 min
Potenza batteria15,4 V
Amperaggio batteria5.000 mAh
Distanza di volo30.000 m
Tempo di ricarica1,5 h
FotocameraEsterna
Risoluzione sensore20 MP
Risoluzione max foto5.280 p
Risoluzione max video4K
GimbalMotorizzato
Memoria8 GB
Memoria espandibile512 GB
Controllo remotoTelecomando, Smartphone
Batterie telecomandoRicaricabile integrata
Ritorno automatico
Follow me
Headless mode
Assi6
Pale di riserva2
Dimensioni‎25,7 x 18,8 x 12,4 cm
Peso895 g
Punti forti
  • Hasselblad a doppia fotocamera
  • Volo, controllo e RTH migliorati
  • Visione schermo sotto il sole migliorata
  • Ricarica rapida in circa 95 minuti
  • Wi-Fi 6
Punti deboli
  • Prezzo elevato
DJI Mavic mini

Il miglior rapporto qualità prezzo

Motorcycle Soul
Amazon
Eliche4
TipologiaMini
Autonomia di volo30 min
Potenza batteria7,2 V
Amperaggio batteria2.400 mAh
Distanza di volo2.000 m
Tempo di ricarican.d.
FotocameraEsterna
Risoluzione sensore12 MP
Risoluzione max foton.d.
Risoluzione max video4K
GimbalMotorizzato
Memoria0 GB
Memoria espandibile128 GB
Controllo remotoTelecomando, Smartphone
Batterie telecomandoRicaricabile integrata
Ritorno automatico
Follow me
Headless mode
Assi6
Pale di riserva2
Dimensioni24,5 x 29 x 5,5 cm
Peso249 g
Punti forti
  • Raggio d'azione molto ampio
  • Riprese automatizzate
  • Tre modalità di volo
  • Ritorno automatico
  • Protezione rotori a 360°
DJI Mini 3 Pro con DJI RC
Sfera Ufficio
Unieuro
IGLM Store
Tooselling
Amazon
Eliche4
TipologiaMini
Autonomia di volo34 min
Potenza batteria7,38 V
Amperaggio batteria2.453 mAh
Distanza di volo12.000 m
Tempo di ricarica1 h
FotocameraEsterna
Risoluzione sensore48 MP
Risoluzione max foto8.064 × 6.048 p
Risoluzione max video4K
GimbalMotorizzato
Memoria1,2 GB
Memoria espandibile512 GB
Controllo remotoTelecomando, Smartphone
Batterie telecomandoRicaricabile integrata
Ritorno automatico
Follow me
Headless mode
Assi6
Pale di riserva2
Dimensioni‎17,1 x 24,5 x 6,2 cm
Peso249 g
Punti forti
  • Leggero e portatile
  • Include controller con schermo
  • Volo/foto notturni
  • Riprese verticali
  • FocusTrack
  • Ottima navigazione GNSS
  • Ottima app
Punti deboli
  • Senza patentino
  • Poco stabile in caso di vento
  • Dissipazione non ottimale
Parrot Anafi
Vetruvian
Xbuy
BEST DIGIT
Amazon
Unieuro
Eliche4
TipologiaCon patentino
Autonomia di volo25 min
Potenza batteria7,6 V
Amperaggio batteria2.700 mAh
Distanza di volo4.000 m
Tempo di ricarica3,30 h
FotocameraEsterna
Risoluzione sensore21 MP
Risoluzione max foto5.344 x 4.016 p
Risoluzione max video4K
GimbalMotorizzato
Memoria8 GB
Memoria espandibile128 GB
Controllo remotoTelecomando, Smartphone
Batterie telecomandoRicaricabile integrata
Ritorno automatico
Follow me
Headless mode
Assi6
Pale di riserva4
Dimensioni24 x 17,5 x 6,5 cm
Peso320 g
Punti forti
  • Estremamente compatto
  • Facile da utilizzare
  • Molti effetti utilizzabili per foto e video
Punti deboli
  • Prezzo elevato
UKETO LSRC-XT6
Amazon
Eliche4
TipologiaPrincipianti
Autonomia di volo10 min
Potenza batteria3,7 V
Amperaggio batteria500 mAh
Distanza di volo100 m
Tempo di ricarica1 h
FotocameraInterna
Risoluzione sensoren.d.
Risoluzione max foton.d.
Risoluzione max video480 p
Gimbaln.d.
Memoria0 GB
Memoria espandibileNon supportata
Controllo remotoTelecomando, Smartphone
Batterie telecomandoAssenti
Ritorno automatico
Follow me
Headless mode
Assi6
Pale di riserva2
Dimensioni17,5 x 14 x 4,2 cm
Peson.d.
Punti forti
  • Ottimo prezzo
  • Silenzioso
  • Video real time su smartphone
  • Wi-Fi
  • Ottimizzatore foto/video
Punti deboli
  • Fotocamera limitata
  • Batterie non incluse
  • Manca USB

Come scegliere il drone

Trovate nella tabella comparativa qui sopra quelli che secondo noi sono i migliori droni sul mercato, ma come al solito spieghiamo in questa guida all’acquisto anche come scegliere il drone più adatto ai propri bisogni e come evitare di acquistare il prodotto sbagliato. La tipologia varia dal giocattolo per bambini allo strumento professionale, dunque il prezzo di un drone è molto variabile, ma con un budget simile a quello di uno smartphone economico è già possibile dilettarsi nel pilotaggio e magari in suggestive foto e riprese dall’alto.Drone

Tipologia

Tutti i droni sono aeromobili a pilotaggio remoto, a volte con fotocamera integrata. Legalmente e tecnicamente sono anche detti UAV, dall’inglese “Unmanned Aerial Vehicle”, traducibile in “veicolo aereo senza persona a bordo”. Diventare abili nel pilotaggio di un drone può mettere sulla strada professionale dei “dronisti“, con sbocchi lavorativi nei settori logistico, delle arti visive e addirittura militare, e chissà cos’altro in futuro. Con un po’ di ritardo la giurisprudenza ha iniziato a occuparsi dei droni, per cui oggi in ogni città vige una normativa sull’uso di questi apparecchi nello spazio aereo locale e dal 2021 per pilotare un drone di peso uguale o maggiore ai 250 g è obbligatorio possedere un patentino rilasciato dall’ENAC, l’Ente Nazionale Aviazione Civile. Questi cambiamenti hanno visto emergere e spopolare i mini droni, che ad oggi hanno raggiunto capacità tecniche davvero interessanti.
Fatte queste premesse, vediamo quali sono i fattori da prendere in considerazione per capire quale drone comprare.

1. Facilità d’uso

Raggruppiamo sotto “facilità d’uso” tutte le caratteristiche che riguardano il pilotaggio dei droni, che interessano tanto i principianti quanto gli esperti. Consideriamo dunque che tipo di telecomando abbia il drone, quali comandi questo supporti e se vi siano funzioni che facilitano la manovra.

Radiocomando

Un drone può venire controllato, a seconda del modello, da un radiocomando apposito e/o attraverso un’app per dispositivi mobili. Il primo di questi due casi è il più comune, ma se un tempo la diffusione del comando remoto tramite applicazione per smartphone era riservata a modelli di fascia medio-alta, oggi è possibile trovare diversi modelli economici che ne permettono l’utilizzo.Drone con telecomandoPer i principianti è sicuramente preferibile un drone con telecomando dedicato, poiché questi sono più intuitivi da usare, soprattutto per quanto riguarda il coordinamento motorio. Normalmente tali telecomandi presentano due stick, simili a quelli dei controller delle principali console, e un numero variabile di pulsanti. Spesso gli stick metallici possono essere rimossi e avvitati in base al bisogno, riducendo eventuali danni e aumentando la portabilità del dispositivo. L’app mobile talvolta ha una selezione di comandi un po’ più limitata, ma è particolarmente utile in caso di controller privi di schermo perché aggiunge la possibilità di sfruttare la funzione FPW, ovvero “First Person View“, che consente di riprendere video e scattare foto visualizzando in tempo reale quanto inquadrato dalla videocamera del drone. I radiocomandi, in questi casi, sono realizzati in modo da inserire il proprio telefono in un alloggiamento dedicato, fornendo ingressi di collegamento che si adattano a qualsiasi smartphone senza problemi. Inoltre, le app di controllo sono disponibili sia per Android, sia per iOS.

Comandi

I comandi di base che è possibile impartire a un drone per farlo volare sono almeno quattro, e un quinto è disponibile sui modelli un po’ più sofisticati. Spesso questi termini si trovano in inglese, per cui li riportiamo in questa lingua:

  • Throttle (acceleratore): questo è il comando che regola la velocità delle eliche, e più queste girano veloci, più il drone guadagna altitudine;
  • Pitch (beccheggio): questo comando regola gli spostamenti in avanti e indietro del drone;
  • Roll (rollio):  serve a regolare gli spostamenti laterali;
  • Yaw (imbardata): con questo comando il drone ruota su se stesso;
  • Trim (aggiustamento): regolazione di imbardata, beccheggio, rollio e accelerazione del drone fino al perfetto bilanciamento.

Drone radiocomandoSenza lasciarsi intimidire troppo dai nomi, il pilotaggio dei droni necessita sicuramente di un po’ di pratica, ma è molto intuitivo. Per chi volesse capire di più la terminologia, illustriamo i movimenti che possono essere effettuati da un velivolo, servendoci per lo scopo dell’immagine che segue (concessa in licenza CC BY 2.5 dall’autore ZeroOne). Drone instabilità

  • Rollio (rosso) è l’oscillazione del velivolo sull’asse della lunghezza;
  • Beccheggio (viola) è il movimento relativo all’asse trasversale;
  • Imbardata (giallo) riguarda l’asse verticale baricentrico.

Funzioni

Sono tre le funzioni principali che si possono trovare su un drone: il ritorno automatico, la “headless mode” (talvolta tradotta “senza testa”) e la modalità “follow“.

Ritorno automatico
Questa funzione è presente solo sui droni dotati di GNSS (sistema satellitare globale di navigazione, come GPS, Galileo e BeiDou), che viene utilizzato per memorizzare la posizione di decollo per poi potervi ritornare una volta ricevuto il comando dedicato.

Headless mode
Per spiegare la headless mode dobbiamo invece dilungarci in una spiegazione un po’ più complessa. Anche se non sembra, infatti, i droni hanno una parte anteriore (prua) e una posteriore, di solito contraddistinte dalla colorazione delle pale o comunque dalla presenza di inserti o luci colorate. È importante poter distinguere sempre la prua dal posteriore del drone perché tutti i comandi impartiti sono relativi all’orientamento del velivolo. Ad esempio, se il fronte del drone è rivolto verso il pilota e questi gli dà il comando di spostarsi verso destra, il drone si sposterà verso la sinistra del pilota, ovvero la destra del drone.Drone quadratoCome è facile intuire, pilotare un drone in queste condizioni non è molto semplice, sia perché non sempre si riescono a distinguere luci e colori dalla distanza, sia perché è facile deconcentrarsi e dare un comando sbagliato. Per facilitare il pilotaggio è nata dunque la headless mode, letteralmente “modalità senza testa”: quando questa modalità è attivata, tutti i movimenti del drone sono relativi alla posizione del pilota e non alla testa del drone, che diventa così irrilevante ai fini dell’orientamento. Questa funzione è diffusissima e si trova ormai finanche sui droni di fascia più bassa, anzi paradossalmente sono alcuni modelli di fascia alta a non supportarla ancora.

Follow
Sempre più diffuse sono le funzioni “follow me” e “follow you“. La prima viene attivata quando il drone ha il GNSS integrato (molto comune sulla maggioranza dei modelli) e fa sì che il drone si mantenga a una distanza costante dal telecomando, seguendone gli spostamenti come un cagnolino. La funzione “follow you” utilizza invece diverse tipologie di tracciamento (active track, orbit, point of interest, terrain follow, waypoint ecc.) a livello di software, utilizzando dei programmi di riconoscimento degli oggetti che fanno sì che un oggetto, una persona o il terreno possano essere sempre inquadrati dal drone o che il drone segua dei punti inseriti su una mappa, in base al tipo di filmato che si vuole realizzare.

RTH
L’RTH ((Return to Home, cioè “ritorno a casa”) di precisione è una funzione non sempre disponibile. Quando presente, il drone memorizza il punto di partenza e sarà capace a conclusione del volo di atterrare esattamente da dove è decollato.

Connettività
Alcuni droni iniziano ad essere dotati di connettività mobile 4G, utile per mantenere il collegamento tra pilota e velivolo in un raggio più ampio, ma ad oggi sono modelli davvero costosi.

Ricordiamo infine che naturalmente il telecomando ha bisogno di alimentazione, che nei modelli di fascia bassa viene affidata a normali batterie di tipo diverso a seconda del modello. Molto spesso sono pile alcaline; nei modelli di fascia medio-alta è invece piuttosto comune che la batteria sia integrata e ricaricabile.

2. Autonomia

La seconda cosa che ci si deve chiedere è quanto a lungo possa volare un drone. Per chi non lo sapesse, precisiamo subito che bisogna partire con aspettative piuttosto basse: i modelli di gamma più alta difficilmente volano per più di 40 minuti.Drone leggeroAll’estremo opposto, i modelli più economici hanno persino meno di 10 minuti di autonomia. Questo si deve al fatto che per alimentare i motori del drone e sostenerne il peso in volo è necessaria parecchia energia, e il rapporto tra potenza e leggerezza di una batteria ad oggi non è particolarmente efficiente. Drone batteriaLe batterie utilizzate sui droni sono naturalmente le più leggere attualmente disponibili, ovvero quelle di tipo Li-Po, al polimero di litio, oppure Li-Ion, agli ioni di litio.
Abbiamo già accennato quali siano i tempi di volo che ci si debba aspettare da un drone, ma possiamo comunque considerare alcune caratteristiche della batteria per capire che prestazioni aspettarci.

Voltaggio

Il voltaggio della batteria ha una relazione diretta con la potenza delle eliche, e quindi con l’altitudine e/o la velocità che il drone può raggiungere. I droni più costosi e affidabili, in fasce di prezzo comunque accessibili, riescono a raggiungere i 6.000 m di altezza. Più elevato è il voltaggio, più ingombrante è la batteria, per cui possiamo affermare che sui modelli particolarmente economici troveremo batterie a basso voltaggio (circa 4 V), mentre sui droni più accessoriati ne troveremo dalla potenza maggiore (15 V e oltre). I droni industriali hanno batterie decisamente più potenti, ma anche un peso molto maggiore.

Amperaggio

L’amperaggio della batteria, espresso in mAh (milliampere/ora), indica la quantità di energia che la batteria può stoccare. Drone miniUna capacità maggiore può indicare un’autonomia più lunga, ma i fattori che entrano in gioco sono talmente tanti che è sempre meglio prendere con le molle l’informazione del produttore. Ad esempio, un drone di grandi dimensioni consumerà più rapidamente una scorta di energia maggiore, per cui un modello mini con meno milliampere di batteria potrebbe avere maggiore autonomia.

Tempi di ricarica

Purtroppo i tempi di ricarica sono sempre più lunghi dell’autonomia di volo, spaziano infatti dai 90 minuti alle 3 ore. Se la batteria è integrata non è possibile scambiarla con una caricata in precedenza e dovrete interrompere il volo, il che non è il massimo considerando che l’autonomia raramente supera i 30 minuti. Preferite batterie intercambiabili così potrete inserire batterie di ricambio, tanto più che spesso sono già fornite nella confezione o sono comunque facilmente acquistabili a parte per tutte le marche più note sul mercato.

Distanza di volo

In quanto a prestazioni, la distanza di volo è un altro parametro da considerare quando scegliete quale drone comprare. I telecomandi dei droni trasmettono solitamente sulla frequenza dei 2,4 GHz, ricca di traffico radio e dunque di interferenze, perciò difficilmente raggiungerete la massima distanza dichiarata. Per massimizzarla dovrete prendere in esame la potenza dell’antenna, che per i droni per uso privato ha un raggio d’azione che va dai 200 ai 5.000 m. Inoltre, per andare lontano prediligete i modelli con GNSS integrato, i quali permettono la pianificazione della rotta pre-volo e con il “pilota automatico” di raggiungere distanze molto maggiori, fino a 50 km. Va ricordato che per legge il drone deve sempre rimanere entro il campo visivo del pilota, e che per realizzare riprese in ambiente urbano è necessario richiedere permessi alle autorità. Infine è buona norma tenere il drone non troppo lontano da sé, sia se si è alle prime armi con i comandi, sia per poterlo gestire in caso di raffiche di vento impreviste.

3. Fotocamera

Una delle principali attrattive del drone è che, quasi sempre, è equipaggiato già all’acquisto per la fotografia e le riprese aeree. In questi casi non è dunque soltanto divertente pilotare il drone in sé, ma anche esercitarsi a riprendere scatti e sequenze filmate da angolazioni altrimenti impossibili. Drone con videocameraChi acquista un drone non può quindi prescindere dal considerare attentamente le caratteristiche della fotocamera in dotazione e valutare se vi sia o meno la possibilità di sostituirla con un altro apparecchio (tipicamente una action cam). Riassumiamo allora le caratteristiche a cui fare attenzione.

Qualità foto

Naturalmente come prima cosa vorrete sapere se la fotocamera in dotazione col drone, che sia fissa o meno, possa fare foto di buona qualità. Il numero di pixel che potete trovare in una fotocamera integrata in un drone va dai soli 4 MP ad un massimo di 48 MP sui modelli di gamma elevata. Come avviene per i cameraphone, i modelli più costosi hanno ottiche di maggiore qualità e in certi casi le fotocamere sono estraibili e sostituibili.Drone bassa risoluzioneIl mercato dei droni è molto ampio e i modelli sono molteplici, dotati di fotocamere di tutti i livelli, con lenti di qualità molto variabile. Nei modelli entry level raramente troverete specificate altre caratteristiche della fotocamera, come gli ISO o l’angolo visuale delle lenti.Drone alta definizioneSolamente i droni migliori vengono venduti già equipaggiati con una fotocamera di buon livello, con funzioni come lo scatto multiplo, la possibilità di scegliere tra risoluzioni diverse e di impostare alcuni parametri tecnici.

Qualità video

In secondo luogo valuterete la qualità delle riprese video effettuate dal drone. Si tratta in questo caso di considerare a quale definizione e fps (fotogrammi al secondo) vengano realizzate le sequenze video e se sia possibile o meno cambiare le impostazioni, così da avere ad esempio filmati a risoluzione più bassa, ma che occupino anche meno spazio sulla scheda di memoria, di cui parleremo a breve. Ormai anche i droni di fascia più economica offrono riprese in Full HD e si arriva anche nei modelli più semplici ai 4k di risoluzione. I risultati finali sono però spesso lontani da quanto ci si potrebbe aspettare valutando semplicemente questo dato tecnico, perché spesso la dicitura “4K” viene usata in modo poco appropriato. Considerate sempre che se un drone ha un prezzo di poco più di 100 € non sarà sicuramente equipaggiato con le lenti migliori per le riprese ad alta risoluzione.Drone fotocamera separata

Fotogrammi al secondo
I fotogrammi al secondo (fps) delle riprese video indicano la fluidità delle immagini riprese. Un buon valore sarebbe di 30 fps e solo modelli molto buoni hanno un valore di 60 fps. Per avere riprese di qualità è quindi necessario investire cifre abbastanza importanti, mentre i droni amatoriali possono essere semplicemente un buon modo per allenare le proprie abilità di pilotaggio. Fino a qualche anno fa le immagini professionali venivano realizzate con droni di fascia alta, con fotocamera estraibile e dal prezzo superiore ai 1.500 €, ma oggi esistono droni anche a meno di 1.000 € che permettono di registrare in 4K a 60 fps.Drone connessione

Stabilizzatore gimbal
Tra le specifiche tecniche di un drone troverete sempre menzionato anche il numero degli assi caratterizzante lo stabilizzatore per la fotocamera, tecnicamente chiamato “gimbal“. Leggendo le specifiche bisogna fare attenzione a non confondere gli assi dello stabilizzatore con i sensori di mobilità. Lo stabilizzatore gimbal è lo stesso presente nelle action cam e negli smartphone, può essere motorizzato e, quando è assente, è prevista la possibilità di montarne uno in autonomia. Lo stabilizzatore più comune è quello a 3 assi e tipicamente include motori di panoramica, inclinazione e rotazione. La presenza o meno di uno stabilizzatore fa una grande differenza nella qualità delle riprese: le immagini risultano infatti molto fluide e senza scossoni, proprio perché lo stabilizzatore compensa attivamente i movimenti bruschi cui un drone in volo può essere soggetto. 

Memoria

In molti casi la scheda di memoria su cui salvare foto e filmati effettuati in volo non è compresa nella confezione all’acquisto oppure, quando lo è, non è molto capiente, generalmente 16 GB per i modelli base.Drone memoria Il consiglio è dunque quello di acquistarne una a parte, badando a rispettare le dimensioni massime qualora indicate dal produttore. Sui droni si montano normalmente schede di memoria micro SD e i modelli top di gamma accolgono schede fino a 512 GB. Quasi tutti i dispositivi sono dotati di collegamento tramite mini USB e USB-C, che consente di scaricare i dati dalla memoria sul proprio computer. Il collegamento può anche essere usato per svolgere aggiornamenti di routine, tra i quali l’installazione dei vari firmware che periodicamente vengono messi a disposizione degli utenti e che migliorano le prestazioni dei modelli più sofisticati.

Integrazione mobile

Abbiamo già potuto vedere come in alcuni casi sia possibile controllare il proprio drone da smartphone o tablet, semplicemente installando le applicazioni gratuite messe a disposizione dalle case produttrici.Drone applicazioneMolto spesso però le applicazioni consentono anche (e in alcuni casi solamente) di controllare la fotocamera montata sul velivolo: vale a dire che è possibile visualizzare in tempo reale sullo schermo del proprio dispositivo mobile le immagini riprese dal drone, decidere quando scattare, quando riprendere e condividere le immagini online.Drone smartphone Vedere in tempo reale il “punto di vista” del drone è molto utile quando non è facile seguirlo con lo sguardo, per cui ci si può orientare attraverso le immagini trasmesse dalla fotocamera.

Montaggio

Abbiamo detto che una fotocamera può essere integrata nel drone oppure smontata e sostituita con un altro modello. In entrambi i casi vi è un ulteriore fattore da considerare, ovvero se la fotocamera possa venire orientata ad angolazioni diverse, su un supporto quindi snodato, o se abbia una posizione fissa. La possibilità di orientare la camera a piacere permette chiaramente di effettuare scatti e riprese a diverse angolazioni, mentre un drone con telecamera fissa permette meno creatività alla regia.Drone montaggio fotocamera

4. Stabilità

Infine, bisogna fare qualche considerazione tecnica anche sulla stabilità di un drone, intendendo naturalmente la stabilità durante il volo. Imparare a volare con un drone molto stabile è naturalmente più semplice, mentre per realizzare buone foto e filmati la stabilità è un fattore determinante. Andiamo con ordine.

Eliche

Uno dei principali fattori che determinano la stabilità di un drone è il numero di eliche di cui esso è dotato, tecnicamente detti rotori. Oggi i droni più comuni sono i quadricotteri (4 eliche) o, in inglese, quadcopter, e dal punto di vista della stabilità in volo offrono già prestazioni soddisfacenti.Drone protezione elicaL’unica pecca è che, in caso di malfunzionamento di una o due eliche, la stabilità viene persa e il velivolo diventa pressoché ingovernabile. Molto meglio da questo punto di vista i modelli con sei eliche, cioè gli esacotteri o hexacopter. Si tratta di modelli di fascia media, di dimensioni di solito medio-grandi, che per il semplice fatto di avere sei eliche anziché quattro sono in generale più potenti, più stabili anche in condizioni di vento e meglio governabili anche in caso di avaria di uno o due rotori. Possiamo dunque raccomandare un drone di questo tipo a chi si vuole specializzare nelle riprese aeree, mentre per imparare a volare va benissimo un quadricottero.
Drone esacotteroEsistono anche modelli a otto eliche (gli ottacotteri o octacopter): questi sono però molto grandi, molto costosi e perlopiù utilizzati nell’industria cinematografica. Infatti un numero maggiore di eliche richiede più stabilizzatori (in gergo ESC, Electronic Speed Controller), che aumentano il peso e richiedono più amperaggio, creando una specie di circolo vizioso che influisce sulla maneggevolezza del dispositivo.
Quando decidete quale drone comprare considerate anche quali e quanti pezzi di ricambio siano inclusi all’acquisto del drone. Le eliche sono le parti più fragili e soggette a rottura ed è bene che ce ne siano di extra in confezione. È anche importante che vi siano delle protezioni da poter montare su di esse quando state imparando a volare e quando volate dentro casa, per proteggere non solo il drone, ma anche gli arredi e le persone.

Sensori di movimento

Tra le specifiche tecniche di un drone troverete sempre menzionato anche il numero degli assi. Se non riguarda lo stabilizzatore della fotocamera (di cui abbiamo già parlato) si tratta dei sensori di movimento, gli stessi presenti su smartphone e smartwatch. Più sensori (assi) sono presenti, più modalità di volo sono disponibili al pilota e più il drone è consapevole di come è collocato rispetto allo spazio circostante: a che altitudine si trova, se è sottosopra, se sta accelerando verso l’alto, il basso, lateralmente ecc. Questa consapevolezza è utilissima in caso di instabilità sopraggiunta durante il volo. Per la gestione di questi e altri movimenti imprevisti generati dal vento o da manovre maldestre sono essenziali i sensori, per cui troverete questo gergo nelle specifiche del drone:

  • 3 assi, se il drone è economico e integra solo un giroscopio, che misura la velocità di rotazione del velivolo fornendo informazioni su beccheggio, rollio e imbardata;
  • 6 assi, se il drone integra giroscopio e accelerometro, che misura anche l’accelerazione nello spazio tridimensionale;
  • 9 assi, se il drone integra anche un magnetometro, cioè la bussola; se il drone è dotato di GPS la bussola è integrata nel modulo satellitare.

La tendenza dei produttori è ormai quella di dotare i propri droni di 6 assi, poiché i droni a 3 assi sono più soggetti al ribaltamento, ad esempio, in caso di curva molto stretta e veloce, e reggono anche molto peggio le raffiche di vento.

Rilevamento degli ostacoli

A volte troverete menzionato nella scheda tecnica che il drone ha, ad esempio, il “rilevamento bidirezionale” o “tri-direzionale” degli ostacoli e così via, a seconda di quante direzioni siano coperte dai sensori di bordo.Drone rilevamento ostacoli Come accade per le videocamere di sorveglianza, questi possono essere di diverso tipo a seconda della fascia di prezzo del vostro drone: visione stereo, a infrarossi, a ultrasuoni, monoculari, ToF (Time-of-Flight, cioè con “tempo di volo”) e LiDAR (Light Detection and Ranging) per il rilievo tridimensionale del territorio. Quelli più sofisticati garantiscono una reattività più rapida agli ostacoli. Vediamo come mai si parla di bi/tri direzionalità:

  • I sensori frontali sono sempre presenti per garantire il movimento in avanti, evitando ad esempio che il drone finisca incastrato in un albero. Sono di tipo Video Motion Detection (VMD) nei modelli economici;
  • I sensori inferiori fanno in modo che il dispositivo calcoli la distanza dal terreno e possa atterrare con facilità o evitare di finire in acqua; se il drone ne è equipaggiato ha il rilevamento ostacoli bidirezionale;
  • I sensori posteriori aiutano il drone nelle manovre all’indietro, ma si trovano solo nei modelli più evoluti (rilevamento tridirezionale);
  • I sensori laterali servono per le manovre laterali e sono anch’essi disponibili sui droni di fascia alta, soprattutto se di grandi di dimensioni. 

Quando diversi tipi di sensori collaborano per la copertura a 360° si parla di rilevamento omnidirezionale, ma non è detto che sia attivo con tutte le condizioni di luminosità ambientale. Ad esempio, se per coprire i 360° sono usati sensori di movimento con tecnologia a immagine il rilevamento degli ostacoli sarà minacciato dalla presenza di nebbia. Nei droni professionali sono presenti anche sensori esterni che rendono questi velivoli collaboratori attivi nella ricerca dei dispersi e nel monitoraggio degli incendi e del traffico. Per ospitare una tecnologia così ricca tali droni hanno delle dimensioni rilevanti, tanto che alcuni sono alimentati da celle solari, il che fa presupporre che questo sia il futuro dei droni consumer. Ma rimaniamo sui droni non professionali e vediamo come proprio le dimensioni siano un fattore importante.

Dimensioni

Il più ovvio dei fattori che influenzano la stabilità di un drone sono le sue dimensioni. Non si tratta solamente di una questione di peso, per cui un oggetto più pesante è ovviamente meno sensibile a condizioni meteorologiche avverse, ma anche di portanza: pale più grandi sviluppano infatti una maggiore portanza e permettono non solo di volare più in alto e più veloci, ma anche di mantenere meglio la posizione in qualunque circostanza.Drone dimensioniTipicamente un mini drone offre facilità d’uso ed elevata portabilità, ma ha anche meno tecnologie a disposizione per evitare gli eventi avversi. Sono consigliati a chi inizia con questo tipo di hobby o professione, anche per valutare nel tempo la spesa e l’effettivo utilizzo del prodotto, oltre che per fare pratica con i comandi e con una tecnologia nuova.

Le domande più frequenti sui droni

Quali sono le principali marche di droni?

Nel caso dei droni la marca è abbastanza importante per chi intende farne un uso prolungato e semiprofessionale. Se il vostro obiettivo è imparare a volare bene per hobby o per darvi alla fotografia aerea, allora è necessario che acquistiate un buon drone di fascia medio-alta, da un produttore noto per i suoi prodotti di buona qualità. DJI è l’azienda leader indiscussa nel mondo, seguita da Intel. Tra i brand minori che dominano il mercato italiano ci sono TwoDotsAirpix e Radiofly, le americane Hubsan US e Autel Robotics, la francese Parrot e la cinese Yuneec. Altri produttori che potreste considerare sono Jamara e Carrera (Germania), Silverlit (Honk Kong), PotensicXiaomi e Goolsky (Cina). Drone ottiche I droni di fascia alta, con prezzi superiori a 2.000 €, hanno anche delle fotocamere esterne di ottimo livello, come alcuni modelli di Yuneec dotati di fotocamere professionali Leica, la famosa azienda tedesca produttrice delle note macchine fotografiche reflex, oggi declinate in versione digitale, con materiali e ottiche tra i migliori al mondo.Drone elicaSe al contrario considerate il drone poco più che un giocattolo, magari da regalare ai più giovani, allora potete investire molto meno e aggiudicarvi un modello meno sofisticato, che risulterà comunque più che sufficiente per imparare a volare con questi apparecchi. Hubsan, UDI, JJRC sono tutti marchi che offrono modelli dal costo molto contenuto, ma dalle prestazioni soddisfacenti.

Quanto costa un drone?

Come è facile intuire a seguito di quanto detto finora, il prezzo di un drone è importante quando si cerca un modello di qualità e duraturo. Il ventaglio dei prezzi dei droni è infatti straordinariamente ampio, e va dai 40 € circa dei modelli giocattolo più piccoli e semplici agli oltre 1.000 € dei droni più sofisticati e performanti. Di pari passo con il prezzo le caratteristiche che migliorano in un drone sono in primo luogo la capacità della batteria e l’autonomia di volo, il range coperto dal radiocomando e in generale le dimensioni. Caratteristiche che si trovano sui modelli di fascia più alta sono inoltre l’integrazione con GNSS, la presenza di un gimbal motorizzato per la fotocamera e, ove compresa, una fotocamera appunto di buona qualità.Drone designRiassumiamo qui di seguito le principali caratteristiche che potete trovare in ciascuna fascia di prezzo:

  • Fascia di prezzo bassa: < 120 €, fotocamera integrata 4-8 MP, video 2K, autonomia media 6 min, raggio d’azione 300 m;
  • Fascia di prezzo media: 200-400 €, fotocamera smontabile 8-20 MP, video 4K, autonomia media 15 min, raggio d’azione 400 m, ritorno automatico, integrazione con app;
  • Fascia di prezzo alta: > 500 €, fotocamera smontabile 20-48 MP, video 4K, autonomia 30 min, raggio d’azione 500 m, ritorno automatico, integrazione con app, streaming real time, GNSS integrato.

Quale drone è adatto ai bambini?

Esistono sul mercato, come abbiamo più volte menzionato, dei dispositivi chiamati mini droni, molto piccoli nelle dimensioni, che sono decisamente più economici e con una tecnologia molto più semplice rispetto a un drone standard. Spesso hanno le eliche incastrate in una scocca in gommapiuma semirigida e leggerissima, o un corpo in plastica leggera; altri, sempre appartenenti alla categoria dei mini droni, sono invece prodotti accessoriatissimi non certo indicati all’uso da parte di bambini.Drone bambini Le versioni più semplici sono dotate, come i fratelli maggiori, di radiocomando, ma in versione base che li fa somigliare un po’ a quelli di un’automobile radiocomandata. Non tutti i mini droni sono dotati di fotocamera: i modelli più basic hanno prezzi irrisori, al di sotto dei 50 €, e vanno benissimo per i bambini, mentre i mini droni più accessoriati possono costare anche 500 €. Molti modelli sono dotati di fotocamera anche di qualità alta, mediamente fino a 8 MP di risoluzione. Ovviamente non avrete a disposizione tutti gli effetti, gli stabilizzatori dell’immagine e le ottiche di un drone standard. Questi modelli di mini drone sono anche consigliati per chi si approccia a questo hobby e vuole scoprire se l’effettivo utilizzo di un dispositivo volante sia divertente. Anche nel caso dei mini droni l’uso in casa è assolutamente sconsigliato perché, sebbene semplici e leggeri, questi dispositivi utilizzati al chiuso potrebbero danneggiare in pochi secondi vetri, vasi e lampadari; sono invece ideali per all’aria aperta durante le scampagnate o nella stagione estiva.

Quale drone può operare a lunga distanza?

Moltissimi droni commerciali con un prezzo tra i 350 e i 1.300 € possono già considerarsi “a lunga distanza”.Drone professionale Realisticamente, però, solo i droni professionali, dai costi, tecnologia e competenze di utilizzo molto più complesse, nonché richiedenti patentino d’uso, sono realmente a lunga distanza e possono allontanarsi anche di 20 km dal radiocomando. Per via aerea, verso l’alto e nello spazio, allontanarsi di molto dall’operatore è abbastanza facile, e il pilota non esperto potrebbe non rendersi conto immediatamente dell’effettivo percorso del dispositivo. Orientativamente, un drone standard viene utilizzato a massimo 1 o 2 km di distanza dal telecomando, anche se sulla carta questi prodotti possono viaggiare fino a 5 km e alcuni modelli “pro” fino a 12 km. Durante le manovre dovremo però considerare alcuni elementi non secondari riguardo al nostro volo e all’opportunità o meno di spingere il nostro drone fino alla distanza massima. Anzitutto, un drone a molti km di distanza diventa difficile da vedere a occhio nudo. Drone lunga distanzaSi aggiungono altri fattori determinanti e non controllabili come gli elementi atmosferici, specialmente il vento ad alta quota, che rendono il volo del drone molto meno stabile. Inoltre, a distanze più elevate l’intromissione di frequenze elettromagnetiche esterne diventa più alta, un fattore di rischio che riduce il controllo del dispositivo. Va inoltre precisato, per i piloti meno esperti, che in caso stiate pilotando un drone in un ambiente naturale, come un paesaggio roccioso o con alberi, allontanandolo troppo da voi, in caso di malfunzionamenti o eventi avversi un drone troppo lontano vi potrebbe costringere a una ricerca alla cieca tra alberi, fronde e vette non sempre facilmente raggiungibili. Se invece siete in un ambiente urbano, ma anche in un parco di medie dimensioni all’interno di una città italiana, dovrete considerare l’assoluto divieto di utilizzare il drone in questi ambienti.Drone ambiente urbano L’ENAC ha infatti diramato delle indicazioni che vietano l’uso di droni non ricreativi in volo su riserve naturali, in zone abitate e nei pressi di aeroporti, pena delle multe molto salate.

Quando serve il patentino per il drone?

Per pilotare un drone che pesi 250 g o più è obbligatorio dotarsi di un patentino erogato dall’Ente Nazionale Aviazione Civile, l’ENAC. Per 250 g si intende il peso complessivo del drone incluse le fotocamere ed eventuali dispositivi aggiuntivi. La certificazione è quella per Pilota UAS (A1-A3), dove “UAS” sta per “Unmanned Aircraft System”, ovvero “Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto“, e si ottiene svolgendo un esame online. I materiali del corso sono messi a disposizione dall’ENAC stessa e il test a risposta multipla conta 40 domande a cui bisogna rispondere in un’ora. Per ottenere il patentino va pagata un’iscrizione di qualche decina di Euro che dà diritto a quattro tentativi. L’attestazione è disponibile anche per i minorenni con l’inserimento dei dati personali da parte dei genitori, mentre i maggiorenni devono presentare il proprio SPID per avere accesso al corso. Il livello A1 dà la possibilità di svolgere attività ricreative definite “non critiche“, ovvero il volo a vista a 120 m di distanza dall’operatore, a 50 m di distanza da persone e luoghi trafficati e mai su assembramenti di persone.


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Domande e risposte su Drone

  1. Domanda di Andrea | 16.04.2020 10:41

    Perchè non ci sono prodotti DJI nella classifica, ma li consigliate invece spesso in risposta ai messaggi ? Meglio Parrot o DJI ?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 16.04.2020 13:48

      I prodotti consigliati variano con il tempo. I due marchi che citi sono entrambi molto buoni, il modello specifico da scegliere dipenderà dal tuo budget e dalle tue esigenze.

  2. Domanda di Andrea Muraro | 17.11.2019 10:27

    Buongiorno, vorrei sapere se per un drone tipo Dji air (ca. 400 Gr di peso ) per uso hobbistica, serve fare patentino, assicurazione , o registrazione

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 22.11.2019 11:05

      La normativa sta cambiando, ma il peso è superiore ai 300 g quindi suggeriamo di chiedere maggiori informazioni a D-Flight, un portale creato appositamente dall’ENAC.

  3. Domanda di Alan | 31.07.2019 11:55

    Salve .sono possessore di una action cam e cerco un drone dove possa usare la gopro qualle drone senza telecamera mi consigliate? budget sui 200€.Graz

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 07.08.2019 12:07

      Puoi provare con questo modello, molto apprezzato dagli utenti.

  4. Domanda di Cosimo Pintore | 12.01.2019 13:39

    Viaggio in moto, mi occorre un pieghevole, gps, buone foto e video.
    Immagino che devo spendere oltre i 400. Sto osservando uno xiaomi, sennò?
    Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 15.01.2019 09:19

      Se cerchi un modello veramente di qualità consigliamo il DJI Mavic Pro.

  5. Domanda di Andrea Cecotti | 02.01.2019 19:42

    Buonasera per uso videoispezione tetti grondaie coperture facciate abitazioni prezzo fascia media con sensore anticrash facile da usare. Grazie.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 07.01.2019 21:16

      Potresti provare il DJI Spark Combo, in generale per avere il sensore anti collisione è necessario investire una cifra maggiore.

  6. Domanda di Giorgio | 15.12.2018 12:52

    Salve,vorrei acquistare un drone per fare le prime esperienze. Fascia di prezzo €200. Lo vorrei con istruzioni in ITALIAMO. Grazie

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 17.12.2018 13:30

      Per una primissima esperienza consigliamo il Twodots Falcon Pro.

  7. Domanda di Antonio | 18.11.2018 15:54

    Cerco un drone capace di effettuate riprese verso l’alto, al fine di ispezionare la parte inferiore dell’impalcato di ponti e viadotti

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 19.11.2018 11:15

      Per usi professionali è necessario rivolgersi a marchi specializzati, sconsigliamo di affidarsi a prodotti pensati per un uso ricreativo.

  8. Domanda di Emilio | 26.09.2018 13:03

    Salve, vorrei acquistare un drone per prima esperienza con una discreta autonomia e qualità di video/foto. prezzo intorno ai 100€

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 27.09.2018 08:57

      Per una prima esperienza il Twodots Falcon Pro può essere una buona scelta.

  9. Domanda di ALBERTO FORNASIERO | 18.09.2018 14:34

    Salve, io ho acquistato un Drone Nine Eagle TF PRO, va dove vuole lui, non riesco a stabilizzarlo, non sta fermo…. E’ normale x questo modello?

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 24.09.2018 09:30

      I modelli in questa fascia di prezzo raramente offrono una grande stabilità, ma se il problema persiste in modo costante, anche in condizioni meteorologiche perfette, consigliamo di rivolgerti all’assistenza clienti del produttore.

  10. Domanda di Daniele | 10.09.2018 21:32

    Ciao! un drone sui 100/150€ con ottima stabilità visto che sono vicino al mare. Gps, Ritorno automatico, Camera 2mp, non mini. Ora ho un cyclone.

    1. Risposta di Qualescegliere.it | 11.09.2018 12:04

      Con questo budget difficilmente troverai un modello molto stabile. Possiamo suggerirti il Twodots Go!!! GPS.

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